Da “Toscana Oggi” dell’11/12/11

I recenti lavori di restauro nella Propositura di S. Stefano a Capraia Fiorentina hanno riconsegnato ai fedeli l’aspetto originario della chiesa dell’antico borghetto dei ceramisti.
L’inaugurazione e benedizione delle opere d’arte – avvenuta sabato 26 novembre – è stata preceduta da un interessante presentazione di fronte ad un vasto pubblico. All’evento oltre a don Wieslaw Pudlo, Proposto di S. Stefano di Capraia e Vicario del Vicariato del Montalbano Occidentale, presenti pure Monsignor Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, mons. Renato Bellini, parroco di S. Croce a Vinci e S. Amato, Cristina Gnoni, funzionaria di zona – Soprintendenza Beni Architettonici, ed Alessandro Martini, Vice-sindaco del comune di Capraia e Limite.
I lavori di restauro – condotti da Lidia Cinelli con la collaborazione di Nara Michelucci – hanno interessato gli affreschi della cappella battesimale ed i due altari laterali della parete destra della chiesa.
Si può dire che i due angioletti in volo della volta, il Battesimo di Cristo della parete in fondo, ed il battesimo dell’eunuco ad opera di Filippo della parete di sinistra, dopo il restauro, hanno riacquistato la loro antica bellezza. Non da meno neppure gli interventi apportati negli altari laterali a destra: S. Caterina d’Alessandria – patrona dei ceramisti – e S. Giuseppe con il Bambino Gesù.
Le pitture restaurate risalgono alla metà del XVIII secolo e furono realizzate con la tecnica del bianco di calce con finiture a calce su un intonaco ruvido, costituito da una malta a calce e sabbia ben coesa e dal tono caldo. Dalle abrasioni dell’intonachino è stato possibile individuare la presenza di un disegno preparatorio diretto di colore rosso nelle scene del Fonte Battesimale, mentre le figure di S. Caterina e S. Giuseppe presentano incisione da cartone. Per di più, i lavori di restauro – costati alla parrocchia 17480 € – sono partiti da una fase iniziale di preconsolidamento per poi passare alle prove comparate di pulitura, giungendo infine alla stuccatura ed al finale pittorico.
Per quanto concerne gli altari a sinistra va rilevato come siano stati ricondotti alla funzione devozionale con il recupero delle nicchie ove si possono ammirare un crocifisso ed una Madonna del Buon Consiglio.
Il torso del Cristo, proveniente da un precedente crocifisso, è una singolare scultura lignea risalente con probabilità al XIV sec. ed appare vicina alle opere di Andrea Pisano, figura determinante dell’arte fiorentina trecentesca.
La Madonna del Buon Consiglio, invece, è un dipinto a olio su tela del XVIII sec. in cui dominano la veste rossa ed il velo azzurro della Madre di Dio. Due coroncine metalliche sono appoggiate in corrispondenza dei soggetti. Il dipinto è corredato da una magnifica cornice in legno intagliato e dorato – anch’essa del XVIII sec.- con motivi di racemi e volute, testine alate ed angioletti che sostengono una corona sormontata da croce. Il tutto poggia su un alto zoccolo nero, sempre in legno.
Di fronte alle opere d’arte della Propositura di S. Stefano rilevanti le considerazioni di don Wieslaw Pudlo, tesa a mettere in luce come l’arte debba continuare a celebrare i dogmi della fede, ad arricchire il mistero liturgico, a dare forma e figura allo stato cristiano “rendendo sensibile il mondo invisibile”, e di Cristina Gnoni, incentrata sul recupero dei dipinti murali attraverso cui “è stata recuperata la funzione comunicativa dei beni artistici”.
A far da eco a queste riflessioni l’esclamazione di Monsignor Mansueto Bianchi:«In questo scrigno che custodisce dei tesori, la bellezza dell’evento da annunciare è trasmessa attraverso la bellezza dell’arte per la bellezza della vita di un popolo!».

Piccini Emanuele

Da “Il Tirreno”
http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2011/11/27/news/tornano-a-spl…