Cascia, Roccaporena, Monteluco

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Quando:
25 maggio 2019 giorno intero
2019-05-25T00:00:00+02:00
2019-05-26T00:00:00+02:00

Santuario di Santa Rita a Cascia

Roccaporena – casa natale di Santa Rita

Eremo di San Francesco a Monteluco

Sabato 25 Maggio

 

Cascia , la città di Santa Rita, sorge sul colle di Sant’Agostino, antico castello di pendio, lambito dalle acque del fiume Corno. All’ingresso di Cascia una maestosa statua di Santa Rita è raffigurata con i suoi simboli: le api, le rose e la spina. Il santuario fu eretto nel 1937-47 sul luogo dell’antica chiesa agostiniana annessa al monastero dove morì santa Rita nel 1457. All’interno della chiesa, nella cappella di Santa Rita, un’urna in cristallo, contiene il corpo della Santa. Sotto l’altare è conservato il corpo del beato agostiniano Simone Fidati (1295-1348), grande scrittore e predicatore che portò a Cascia il “Corpus Christi” oggi custodito nell’altare maggiore. Il miracolo avvenne nel 1330 a Siena: un sacerdote, mentre andava a portare la comunione ad un infermo, pose l’ostia nel breviario. Giunto a casa del malato vide che l’ostia era diventata sangue, le macchie di sangue avevano la forma di un profilo di volto umano.
La Casa natale di Santa Rita si trova a Roccaporena. L’edificio si sviluppa su due piani. Il piano terra corrisponde alla parte più antica dell’edificio e attraverso la scalinata interna si sale al piano di sopra in cui si aprono due stanze: una che si affaccia su un vicolo del borgo e dall’altra si può notare un suggestivo scorcio dello Scoglio Sacro; in prossimità di questa finestrella sarebbe stata ubicata la culla di Rita. La casa dove Rita visse con il marito ed i suoi figli si trova all’ingresso di Roccaporena. Negli ultimi anni sono stati effettuati dei restauri alla struttura. Gli affreschi presenti all’interno sono opera del torinese Micheletti. Una grande tela, posta sull’unico altare, raffigura la Santa nell’atto di ricevere la spina.

Monteluco fu un monte sacro già dall’antichità, abitato dagli eremiti durante il primo millennio del cristianesimo. Da antico luogo di culto Monteluco si afferma come dimora spirituale dei francescani a seguito del loro primo insediamento nel 1218, quando i monaci benedettini, ai quali apparteneva l’intera montagna, donarono a San Francesco la piccola chiesa di Santa Caterina. All’interno del santuario si trova la grotta naturale, adattata a cappella e ricordata dalla tradizione come la Grotta di San Francesco, che dovette essere il primitivo nucleo dell’insediamento. San Francesco scelse proprio questo luogo per ritirarsi in solitudine dalle sue frequenti missioni. La tradizione indica anche il pozzo di san Francesco, una piccola sorgente ancora zampillante, che il Santo fece scaturire miracolosamente dal vivo scoglio, presso la grotta da lui abitata. A Monteluco soggiornarono anche Sant’Antonio da Padova, San Bonaventura e San Bernardino da Siena. All’interno del complesso sono ancora visibili le cellette antiche dei frati: la povertà dei materiali utilizzati e la loro ristrettezza sono la testimonianza più suggestiva, ma al tempo stesso più rigorosa, del significato della povertà francescana.